Intervista ad Alessandro D'Alessio, responsabile della Domus Aurea/1

 

Dottor D’Alessio, il 15 dicembre è stato il compleanno di Nerone. Lei è il grande custode della sua immensa dimora, gli ha fatto gli auguri?

Certo che glieli ho fatti: 1979 anni e non sentirli. A parte gli scherzi penso che il regalo migliore che si possa fare a Nerone sia ristabilire un po’ di verità storiche e ribaltare la percezione negativa dell’imperatore.

 

Che fa, revisionismo storico?

La figura di Nerone è fortemente influenzata dalla storiografia antica, in particolare dalle descrizioni che ne danno Tacito e Svetonio che sono autori avversi alla figura di Nerone. La contemporaneità traspare da alcuni scritti di Seneca o di Petronio e gli stessi Svetonio e Tacito sono all’incirca contemporanei, comunque di poco successivi.

La figura di Nerone risulta fortemente condizionata da questa storiografia, a lui contraria, perché, ad un certo momento, nel corso della storia del suo impero si inclinarono i rapporti con il Senato e dunque anche questi autori successivi, di corrente filo senatoria, dipinsero la figura di Nerone in maniera estremamente negativa sottolineandone solo gli aspetti sfavorevoli. Non dimentichiamoci oltretutto che Nerone subì la “Damnatio memoriae”, locuzione che in lingua latina significa letteralmente condanna della memoria, nel diritto romano indicava una pena consistente nella cancellazione della memoria di una persona e nella distruzione di qualsiasi traccia che potesse rimandarla ai posteri, come se non fosse mai esistita.

 

Direbbe il popolo: ma l’incendio di Roma?

In realtà, un esame più attento delle fonti e più in generale sull’operato dell’Imperatore, ci porta a rivalutare molto la figura di Nerone che, invece, fu un imperatore molto vicino al popolo e che attuò tutta una serie di operazioni, attività e riforme chiaramente positive. Sull’incendio, Nerone viene accusato di aver dato fuoco a Roma, ma noi oggi sappiamo che così non è, che anticamente nella Roma Repubblicana, anche di età Imperiale, gli incendi erano molto frequenti perché dovuti alle costruzioni in legno, alle attività che si svolgevano all’interno di queste costruzioni e che quindi favorivano l’insorgere degli incendi.

Così accadde anche nel 64, quando Nerone era ad Anzio e noi sappiamo che si affrettò a tornare a Roma per organizzare le attività di soccorso e limitare i danni dell’incendio, successivamente attuò anche una serie di riforme in materia edilizia ed urbanistica, ad esempio, stabilì che le abitazioni non dovessero essere più alte di una certa misura, che le case non dovessero avere le pareti in comune. Dunque Nerone mise mano al problema sia nell’immediato con i soccorsi, sia attuando questa riforma dal punto di vista edilizio.

(segue nella seconda parte)

Vai all'inizio della pagina